Bau Bau

Salve a tutti, mi chiamo Stefania e sono innamorata del mio cane, Astolfo. Sì, innamorata, e no, non nel modo in cui solitamente le persone amano i loro animali, non soltanto in quel modo, perlomeno.

Ho scoperto di provare attrazione fisica per i cani molto presto. Avevo sei anni, mio zio aveva un grosso pastore tedesco – si chiamava Attila – e io passavo tutto il tempo a giocare con lui, quando andavamo a trovare lo zio. Correvamo insieme, lo accarezzavo. E poi una volta mi ha leccata, e da allora non sono più stata la stessa. Non ho mai dimenticato la sensazione che ho provato quando la sua lingua era sulla mia pelle, con l’odore di quella sua saliva sporca.

Sono cresciuta normalmente. Ho avuto un rapporto sano con i miei fratelli e i miei genitori, non ci sono mai state terribili tragedie domestiche. Sono andata a scuola e poi all’università, ero una brava studentessa; mi sono laureata a pieni voti in architettura e adesso lavoro. Sono una persona realizzata.

Ho avuto diverse storie d’amore, sarò sincera, ma nessuna è durata troppo a lungo. Cinque mesi il mio record. Non so di chi o di cosa sia stata la colpa. Alcuni di loro erano belli, altri meno belli, e comunque non tutti erano brave persone. Ma la maggior parte di loro credo di averli amati. Come fratelli, come consanguinei.

Ma non come i cani.

Diego, l’ultimo, aveva un barboncino brutto. Tutto procedeva regolarmente quando una volta, mentre accarezzavo il cagnetto, mi leccò le dita. E di nuovo ero bambina. Sentivo l’odore di Attila. Sentivo la sua lingua ruvida su di me, chiudevo gli occhi e sorridevo.

Mi ero bagnata.

Quella fu una sera terribile insieme a Diego, e capii in quell’occasione che sarebbe finita presto. Non era roba per me. Ma fu anche la sera in cui capii di cosa avevo bisogno nella mia vita: un cane.

Così ho preso Astolfo.

Astolfo è un labrador bellissimo. Conviviamo ormai da quasi due anni. Non credo di essere mai stata amata e felice come con Astolfo. Non è geloso degli altri, si capisce, e non mi telefona durante le ore di lavoro per sapere cosa faccio. La mia vita mi appartiene totalmente, e non ci sarebbero problemi se frequentassi un uomo. Ma sarebbe una follia.

È vero, Astolfo è triste e si lamenta ogni mattina quando vado via di casa, ma non potete immaginare la sua gioia quando mi vede rientrare. E mi sembra che ogni giorno aumenti, mentre di solito accade il contrario con gli uomini: più ti vedono, più si abituano. Più diventano indifferenti.

Uscire insieme? Sì, usciamo insieme.

Mangiare insieme? Sì, mangiamo insieme.

Dormire insieme? Sì, dormiamo insieme.

Ci amiamo in modo perfetto, e non c’è una volta che non mi ascolti.

E come mi lecca… Oh Dio, come mi lecca.

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